Rotoli Rete per Raccolta Olive: Caratteristiche, Scelta e Uso

La drupa dell’olivo è un frutto fragile: una volta staccata dal ramo, o caduta spontaneamente, la sua qualità decresce rapidamente se entra in contatto con il suolo umido, con sassi o con residui organici. Per questa ragione, la stesura di una rete sotto la chioma prima della raccolta non è un semplice accorgimento, ma un fattore produttivo che incide direttamente sull’acidità e sull’aroma dell’olio finale. Le reti per la raccolta delle olive disponibili in formato a rotolo rappresentano oggi la soluzione più diffusa tra gli olivicoltori, sia professionisti sia hobbisti, grazie alla facilità con cui si adattano a qualsiasi conformazione del terreno e a qualsiasi dimensione della chioma.

I rotoli di rete per raccolta olive permettono di coprire file intere di alberi con un dispiegamento continuo, senza dover gestire teli separati da sovrapporre e riposizionare a ogni pianta. Questo vantaggio, apparentemente minore, si traduce in un risparmio di ore lavorative significativo durante le giornate di raccolta, che nell’olivicoltura meridionale italiana possono durare dall’alba al tramonto per settimane consecutive. Capire come si sceglie e come si usa correttamente questa attrezzatura è quindi utile tanto per chi acquista per la prima volta quanto per chi vuole migliorare l’efficienza di un processo già avviato.

A cosa serve una rete per la raccolta delle olive

La funzione principale di qualsiasi rete olivicola è intercettare i frutti durante le operazioni di raccolta, impedendo che tocchino il terreno. Questo vale sia nella raccolta meccanizzata – con scuotitori a ombrello o vibratori a lancia – sia nella raccolta manuale con rastrelli o pettini a batteria. In entrambi i casi le olive vengono liberate dal ramo in massa e ricadono verso il basso: senza una superficie di intercettazione, finirebbero sul suolo dove si accumulerebbero detriti, insetti e umidità, avviando un processo di degradazione rapida.

Un secondo vantaggio è la velocità di raccolta. Invece di raccogliere i frutti uno a uno dal terreno, con la rete l’operatore può sollevare i lembi laterali e convogliare le olive verso il centro del telo in pochi secondi, versandole poi direttamente nella cassetta o nel sacco. Questa semplice operazione, ripetuta pianta per pianta, riduce in modo considerevole i tempi morti e abbassa il costo del lavoro per quintale prodotto.

Esiste anche una funzione indiretta legata alla qualità dell’olio. Le olive raccolte pulite, senza terra o fango, richiedono una lavanderia meno aggressiva al frantoio. Un lavaggio eccessivo diluisce parzialmente i polifenoli e può alterare le note aromatiche più delicate, soprattutto nelle varietà a bassa resa come la Coratina o la Moraiolo. Chi produce per qualità, non solo per quantità, ha quindi tutto l’interesse a investire in reti efficienti, perché la protezione del profilo organolettico inizia già nel campo, non al frantoio.

Come funziona il formato a rotolo

La rete in rotolo si distingue dai teli sagomati o dalle reti da posizionamento fisso perché viene arrotolata su se stessa dopo ogni utilizzo, compattandosi in una forma cilindrica maneggevole. Questo formato consente di stoccare grandi superfici coperte – anche 600 o 1000 metri quadrati – in uno spazio relativamente ridotto, spesso riponibile in un magazzino o sul pianale di un trattore senza ingombri eccessivi.

Durante l’uso, il rotolo viene posizionato all’estremità della fila e srotolato procedendo lungo la direzione degli alberi. L’operatore segue il perimetro della chioma man mano che avanza, evitando di sollevare e ritrasportare teli pesanti. Al termine della raccolta di ciascun settore, la rete viene arrotolata nuovamente dall’altro capo, oppure ripiegata a fisarmonica prima di essere spostata alla fila successiva. Entrambe le tecniche sono valide; la scelta dipende dalla larghezza della rete e dal numero di operatori disponibili.

Un dettaglio operativo spesso sottovalutato riguarda la direzione di srotolamento in pendio. In terreni inclinati, è preferibile srotolare la rete partendo dalla parte alta verso quella bassa, così che i bordi risalgano naturalmente verso monte e il peso delle olive non tenda a far scivolare la rete verso il basso durante la raccolta. In terreni pianeggianti, invece, la direzione è indifferente e si sceglie in base alla posizione dei contenitori e dei punti di raccordo con i mezzi di trasporto.

Tipologie di reti: materiali e struttura

Reti in polietilene ad alta densità

Il polietilene ad alta densità (HDPE) è il materiale più impiegato nella produzione di reti olivicole. Viene estruso in fili monofilamento o multifilamento e poi lavorato a rete con maglie più o meno strette. Il vantaggio principale di questo materiale è l’ottimo rapporto tra leggerezza e resistenza meccanica: una rete in HDPE da 60-70 grammi al metro quadrato regge carichi di caduta importanti senza lacerarsi, pur pesando pochissimo a metro lineare.

Le reti in HDPE sono quasi invariabilmente trattate con additivi stabilizzanti UV, indispensabili per rallentare la fotodegradazione causata dall’esposizione solare durante le settimane di raccolta autunnale. Senza questa protezione, il polietilene diventa fragile e tende a sbriciolarsi nel giro di due o tre stagioni. I prodotti di buona qualità specificano nella scheda tecnica la percentuale di masterbatch anti-UV aggiunto in fase di produzione: un riferimento tipico è almeno il 2% in peso, che garantisce una vita utile di cinque o più anni in condizioni di utilizzo normale.

Reti in polipropilene e tessuti misti

Il polipropilene viene usato in misura minore rispetto all’HDPE, principalmente in reti tessute con filo piatto (detto anche flat yarn). Queste reti hanno una superficie più liscia e compatta, che facilita lo scivolamento delle olive verso il centro durante la fase di raccolta. Sono apprezzate nei contesti in cui si vogliono evitare rotture del frutto per impatto, poiché la superficie cedevole ammortizza la caduta meglio di una rete a maglie aperte.

Sul mercato esistono anche soluzioni ibride che combinano un’anima di rinforzo in poliammide con la rete portante in polietilene. Questi prodotti offrono una resistenza alla lacerazione superiore, particolarmente utile in terreni sassosi o in presenza di ceppi e radici affioranti che tendono a bucare le reti durante il trascinamento. Il costo è generalmente più elevato, ma la durata prolungata nel tempo compensa l’investimento iniziale già dopo tre o quattro stagioni di utilizzo intensivo.

Caratteristiche tecniche da leggere prima dell’acquisto

Grammatura al metro quadrato

La grammatura – espressa in grammi per metro quadrato (g/m²) – è l’indicatore più immediato della robustezza di una rete. Per uso professionale continuativo in uliveti di medie e grandi dimensioni, le reti da 80-100 g/m² garantiscono una buona resistenza agli strappi e una vita utile di molte stagioni. Per utilizzi occasionali in piccoli appezzamenti, prodotti da 50-60 g/m² sono spesso sufficienti e costano meno senza sacrificare troppo le prestazioni.

Va tuttavia evitato il tranello delle grammature molto basse: reti sotto i 40 g/m² si deteriorano rapidamente e tendono a bucarsi in corrispondenza delle zone di maggiore attrito, come le aree che vengono trascinate sulle pietre o che rimangono schiacciate sotto i pneumatici di carrelli e trattori. Il risparmio iniziale viene vanificato dalla necessità di sostituire la rete dopo una o due stagioni, con un costo complessivo per metro quadrato spesso superiore a quello di un prodotto di fascia media scelto fin dall’inizio.

Larghezza e lunghezza del rotolo

La larghezza standard più diffusa varia tra i 4 e i 6 metri. Una rete da 4 metri è adatta agli olivi a siepe o agli uliveti intensivi con distanze interfilare contenute. Una larghezza da 6 metri copre comodamente la zona di caduta di olivi in forma libera con chiome espanse, tipici degli impianti tradizionali del centro-sud Italia. Per piante particolarmente grandi e vetuste, alcune produzioni offrono reti da 8 o anche 10 metri di larghezza, che richiedono però un numero maggiore di operatori per la stesura e la gestione.

La lunghezza del rotolo varia tipicamente da 50 a 500 metri. I rotoli più lunghi sono concepiti per la stesura meccanizzata o per file molto estese dove si vuole evitare di spostare e riposizionare la rete ogni pochi alberi. I rotoli brevi da 50-100 metri sono più adatti all’uso manuale in piccoli uliveti con disposizioni irregolari. In entrambi i casi, il formato a rotolo è superiore ai teli sagomati fissi perché si adatta alla lunghezza effettiva della fila senza lasciare superfici inutilizzate.

Dimensione delle maglie e bordi rinforzati

La dimensione delle maglie influisce su peso, resistenza e capacità di trattenere anche le olive più piccole. Maglie da 5-8 millimetri sono sufficienti per varietà di grandi dimensioni come il Leccino o il Frantoio adulto. Per varietà a frutto piccolo – come la Taggiasca o l’Ascolana in fase di invaiatura precoce – è preferibile una maglia da 3-4 millimetri, che evita il passaggio dei frutti attraverso la rete durante la caduta.

Il bordo rinforzato è una caratteristica spesso trascurata ma molto importante. Una cordicella in polietilene intrecciata lungo tutto il perimetro della rete impedisce ai margini di sfilacciarsi e facilita il tensionamento con picchetti o zavorre. Nelle reti di qualità inferiore, i bordi non rinforzati si sfilacciano già dopo pochi cicli di uso, rendendo difficile il fissaggio e creando bordi irregolari che trattengono foglie e rametti durante la raccolta.

Come scegliere la rete giusta per il proprio uliveto

La scelta dipende da quattro variabili principali: la dimensione dell’uliveto, la conformazione del terreno, il metodo di raccolta adottato e il budget disponibile. Per un piccolo appezzamento di 20-30 piante in terreno pianeggiante con raccolta manuale a rastrello, un rotolo da 100 metri con larghezza di 4 metri e grammatura media è una soluzione equilibrata che copre l’intero uliveto senza eccessivi spostamenti o costi d’acquisto elevati.

Per uliveti professionali di dimensioni importanti con raccolta meccanizzata tramite scuotitore a ombrello o con agevolatori vibranti, è più opportuno investire in reti da almeno 80 g/m² con trattamento UV certificato e bordi rinforzati con cordicella. La resistenza meccanica e la tenuta dei margini diventano prioritarie rispetto al costo unitario, perché l’usura è molto più intensa e una rete che si rompe a metà stagione blocca le operazioni in un momento critico.

  • Uliveto familiare fino a 30 piante: rotolo 50-100 m, larghezza 4 m, grammatura 50-70 g/m²
  • Uliveto semiprofessionale da 30 a 200 piante: rotolo 200-300 m, larghezza 5-6 m, grammatura 70-90 g/m²
  • Azienda olivicola con raccolta meccanizzata: rotolo 400-500 m, larghezza 6-8 m, grammatura 90-100 g/m², bordo rinforzato

Un’altra variabile da considerare è il colore della rete. Le reti verdi o marroni si mimetizzano meglio con il terreno e possono restare stese per periodi più lunghi senza creare segnali visivi anomali nell’uliveto. Le reti nere tendono ad assorbire più calore solare, il che in alcune condizioni accelera la fermentazione delle olive rimaste sulla rete per troppo tempo. Le reti chiare facilitano il riconoscimento visivo dei frutti durante la raccolta, ma si sporcano più rapidamente e richiedono una pulizia più frequente.

Istruzioni d’uso: come stendere la rete e raccogliere correttamente

La prima operazione da fare prima di srotolare la rete è una pulizia del sottobosco: rami caduti, pietre sporgenti e residui di potatura devono essere rimossi o almeno allontanati dall’area di lavoro. Un oggetto appuntito che rimane sotto la rete può bucarla durante il trascinamento o creare punti di usura prematuri. Qualche minuto di pulizia preventiva si traduce in stagioni di vita aggiuntive per la rete e in minore frustrazione durante la fase operativa.

La stesura deve avvenire in modo che la rete copra l’intera proiezione della chioma al suolo, con un margine di almeno 30-40 centimetri oltre la sua estensione perimetrale. Le olive che vengono scuotiture violentemente dai rami esterni possono avere traiettorie laterali ampie, e una copertura insufficiente fa sì che una parte del raccolto cada sul terreno libero. In terreni irregolari, usare picchetti leggeri o sassi nei punti in cui la rete tende ad alzarsi per effetto del vento o delle asperità del suolo.

Durante la raccolta meccanizzata con scuotitore a ombrello, la rete viene stesa a forma di U intorno alla pianta man mano che la macchina avanza. La parte centrale dell’ombrello copre direttamente le olive durante la caduta, mentre la rete perimetrale intercetta quelle che sfuggono lateralmente. Al termine della raccolta di ciascuna pianta, l’ombrello si richiude e convoglia il carico, ma è sempre consigliabile verificare manualmente che non siano rimaste olive nella rete periferica prima di spostarsi all’albero successivo.

Nel caso della raccolta manuale, sollevare lentamente prima un bordo laterale, poi l’altro, creando un imbuto naturale verso il centro. Non strappare la rete di scatto: un movimento brusco può far rimbalzare le olive fuori dalla rete, soprattutto se è tesa. Una volta convogliate le olive al centro, versarle nel contenitore con una piccola vanga o con le mani, avendo cura di non portare con sé foglie e rametti in eccesso che appesantirebbero il carico al frantoio.

Errori comuni da evitare

Uno degli errori più diffusi è lasciare le olive sulla rete per troppo tempo dopo la caduta. Anche una rete pulita non sostituisce la cassa: le olive accumulate al sole per ore iniziano a scaldarsi, favorendo l’attività enzimatica che alza l’acidità del futuro olio. L’ideale è raccogliere e conferire al frantoio entro 24-48 ore dalla raccolta; in alcune produzioni di alta qualità la finestra è ancora più stretta, con consegne mattutine quotidiane durante il periodo di punta.

Un secondo errore riguarda il trascinamento della rete carica di olive su terreno sassoso. Molti olivicoltori, per velocizzare le operazioni, trascinano la rete da un albero all’altro senza prima scaricarla. Questo danneggia le maglie, strappa i bordi e può creare lesioni longitudinali che si propagano lungo tutta la lunghezza del rotolo. La procedura corretta è sempre quella di scaricare prima la rete e poi spostarla vuota alla pianta successiva.

  • Non stendere la rete su terreno bagnato senza verificare che i bordi possano essere sollevati facilmente al momento della raccolta
  • Non lasciare la rete stesa sotto la pioggia per giorni: le olive rimaste trattenute si deteriorano rapidamente
  • Non sovrapporre più rotoli senza verificare che i bordi non formino sacche dove le olive si incastrano e sfuggono alla raccolta
  • Non utilizzare attrezzi a denti appuntiti come forche o erpici sopra la rete stesa

Un errore meno ovvio riguarda lo stoccaggio a fine stagione: molti olivicoltori ripongono la rete ancora umida o con residui di terra e foglie attaccati. Questo favorisce la crescita di muffe e accelera il degrado dei filamenti. Prima di arrotolare per lo stoccaggio invernale, la rete deve essere stesa al sole per qualche ora, soffiata con un soffiatore a spalla o scossa manualmente per liberarla dai residui organici che altrimenti marciscono a contatto con il materiale sintetico.

Manutenzione, pulizia e conservazione

La manutenzione di un rotolo di rete olivicola è semplice ma richiede costanza. Dopo ogni giornata di raccolta intensa, è buona abitudine controllare visivamente la rete alla ricerca di strappi o fori: i danni piccoli possono essere riparati con filo da rammendo in polietilene o con apposite patch adesive reperibili nei negozi di forniture agricole, mentre lesioni estese in zone centrali della rete ne compromettono l’efficacia e richiedono la sostituzione del tratto danneggiato.

La pulizia di fine stagione può essere eseguita con acqua e una spazzola a setole medie, oppure con un getto d’acqua a pressione moderata. Evitare getti ad alta pressione che possono deformare le maglie o penetrare nelle cuciture dei bordi allentandole. Non usare solventi o detergenti aggressivi: il polietilene è relativamente inerte, ma alcuni tensioattivi forti possono degradare gli additivi anti-UV, accelerando l’invecchiamento del materiale e riducendone la vita utile residua.

Per la conservazione, il rotolo deve essere riposto in luogo asciutto e al riparo dalla luce solare diretta. L’esposizione prolungata ai raggi UV anche durante lo stoccaggio accelera la fotodegradazione, vanificando in parte la protezione aggiunta in fase produttiva. Un capannone ombreggiato o un locale chiuso sono ideali. Se si dispone solo di spazio esterno, coprire il rotolo con un telo opaco o avvolgerlo nell’imballo originale. Non appoggiarlo direttamente sul cemento o sull’asfalto, dove il calore residuo e l’umidità capillare favoriscono il degrado della base polimerica.

Sicurezza durante l’uso in campo

Le reti stese al suolo rappresentano un rischio di inciampo non trascurabile, soprattutto in terreni in pendio o con irregolarità superficiali. In uliveti dove operano contemporaneamente più persone – alcune con attrezzatura vibrante, altre dedite alla raccolta manuale – è fondamentale definire percorsi di movimento che non attraversino le reti stese. Un operatore che cammina distrattamente su un bordo sollevato può perdere l’equilibrio e cadere con conseguenze anche gravi, specialmente su terreni sassosi o scoscesi.

Quando si usano macchine come scuotitori su braccio o raccoglitrici semoventi, assicurarsi che la rete non possa avvolgersi attorno agli organi rotanti o ai pneumatici. Un lembo libero non fissato è sufficiente a incastrarsi nel gruppo cinematico di un trattore in manovra, con rischio di danni alla macchina e pericolo per gli operatori nelle vicinanze. Prima di far avanzare qualsiasi mezzo, verificare sempre che la rete sia correttamente posizionata e che i bordi non sbordino nelle zone di transito dei veicoli.

Prestare attenzione anche ai picchetti di fissaggio. I picchetti in acciaio o in plastica rigida utilizzati per ancorare i bordi al terreno in pendio devono essere rimossi prima di spostare la rete, e riposti in un contenitore dedicato. Lasciati sul campo, possono causare forature ai pneumatici o diventare proiettili involontari se intercettati da lame di decespugliatori durante le operazioni successive alla raccolta.

Chi lavora per molte ore consecutive nella stesura e raccolta di reti pesanti dovrebbe adottare tecniche di sollevamento corrette – schiena dritta, carico equamente distribuito tra le braccia – per evitare lombosciatalgie da sovraccarico. Un rotolo da 500 metri in polietilene può pesare anche 25-30 chilogrammi: non è un carico trascurabile se sollevato e spostato ripetutamente nel corso di una giornata di lavoro intenso.

Abbinare la rete a rotolo con le altre attrezzature di raccolta

Il rotolo di rete lavora al meglio quando è integrato in un sistema di raccolta organizzato. In combinazione con i pettini vibranti o con i rastrelli a denti flessibili, permette di liberare l’olivo branca per branca scaricando il raccolto direttamente sulla superficie sottostante. Con lo scuotitore a ombrello meccanizzato, la rete perimetrale agisce da elemento di sicurezza per intercettare le olive che fuoriescono dall’ampiezza dell’ombrello stesso, recuperando una quota di prodotto altrimenti perduta.

In uliveti intensivi e superintensivi con siepi continue, viene sempre più spesso adottata una soluzione modulare: reti larghe 4-5 metri vengono collegate lateralmente tra loro con moschettoni o ganci in plastica per formare una superficie unica continua che attraversa l’intera fila senza interruzioni. Questo sistema riduce i tempi di stesura e minimizza le zone scoperte tra un telo e l’altro, ma richiede reti con bordi rinforzati progettati per sopportare la trazione laterale del collegamento senza cedere.

Alcuni olivicoltori abbinano alla rete dei cassoni di raccolta o tramogge a imbuto posizionati al termine della fila, dove convogliare le olive direttamente dal telo a un nastro trasportatore o a un rimorchio. Questa soluzione riduce ulteriormente la manipolazione dei frutti e il tempo di permanenza delle olive all’aperto, con effetti positivi sulla qualità finale dell’olio. Si tratta di impianti tipici delle aziende di grandi dimensioni, ma indicano la direzione verso cui si muove l’olivicoltura moderna: meno contatto manuale, maggiore velocità, qualità del raccolto preservata in ogni fase.

Investire in reti di qualità per la raccolta delle olive non è una spesa accessoria, ma una scelta che si ripaga nel tempo attraverso una migliore qualità del prodotto, una minore usura delle attrezzature abbinate e una riduzione dei tempi di raccolta. Scegliere il materiale giusto, conoscere le dimensioni adatte al proprio uliveto e seguire qualche semplice regola di utilizzo e conservazione sono passi sufficienti per portare in frantoio olive integre, pulite e raccolte nei tempi ottimali. La semplicità strutturale di questi prodotti non deve ingannare: dietro la scelta di un buon rotolo di rete si nasconde buona parte della differenza tra un olio mediocre e uno di eccellenza.

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