Mototrivelle a Scoppio: Caratteristiche, Scelta e Uso

Scavare un foro da 20 centimetri di diametro in un terreno argilloso compatto richiede, con una barra a mano, decine di minuti di fatica e una buona dose di forza fisica. Con una mototrivella a scoppio ben calibrata, la stessa operazione si esaurisce in pochi secondi. Questo strumento, azionato da un motore termico, ha progressivamente conquistato un posto fisso nelle attrezzature di agricoltori, viticoltori, giardinieri professionisti e operatori dell’edilizia leggera. Non si tratta di un acquisto riservato alle grandi aziende: esiste oggi una gamma di modelli molto articolata, che copre le esigenze di chi deve piantare venti alberi in un pomeriggio come di chi deve installare centinaia di pali per una recinzione su terreno sassoso. Per chi vuole orientarsi tra le varie trivelle e mototrivelle disponibili, capire cosa distingue un modello dall’altro – motore, trasmissione, tipo di punta, profondità di lavoro – è il punto di partenza più importante prima di qualsiasi acquisto.

A cosa serve una mototrivella a scoppio

La mototrivella a scoppio è uno strumento progettato per creare fori cilindrici nel terreno con velocità e precisione, trasformando un lavoro fisicamente estenuante in un’operazione meccanica rapida. Il principio è semplice: un motore a scoppio fa ruotare una punta elicoidale che penetra nel suolo, portando il materiale verso l’alto man mano che la perforazione avanza. La forza del motore sostituisce quella delle braccia, e il risultato è un foro netto con pareti regolari, eseguito in tempi incomparabili rispetto a qualsiasi attrezzo manuale.

In agricoltura e in viticoltura, questo strumento è diventato quasi indispensabile. Serve innanzitutto per piantare alberi da frutto: la buca deve essere abbastanza profonda da ospitare l’apparato radicale, e su terreni duri o argillosi farlo a mano significa ore di lavoro ripetuto. Con la mototrivella si scava in pochi secondi e si può procedere spediti anche su lunghi filari. Allo stesso modo, è lo strumento ideale per posare i pali delle recinzioni, siano essi in legno, metallo o cemento: i fori risultano tutti dello stesso diametro e alla stessa profondità, garantendo una struttura uniforme e stabile.

In viticoltura, il posizionamento dei pali di sostegno nei nuovi impianti o nelle ristrutturazioni è un lavoro che si ripete ogni stagione. La mototrivella consente di realizzare decine di fori al giorno senza affaticare eccessivamente gli operatori. In edilizia leggera trova spazio nella preparazione di fondazioni superficiali, nell’installazione di gazebo e tensostrutture, nella posa di pali per pergolati e recinzioni decorative. Anche in contesti urbani – giardini privati, parchi, cortili – la mototrivella è utile ogni volta che si deve intervenire sul terreno con precisione e velocità.

Le tipologie di mototrivelle a scoppio

Il mercato propone modelli con caratteristiche molto diverse, pensati per livelli di utilizzo altrettanto differenti. La classificazione più comune distingue le macchine in base all’intensità d’impiego e alla robustezza costruttiva. Orientarsi tra le varie categorie è il primo passo per non sbagliare acquisto e non trovarsi con uno strumento sovra o sottodimensionato rispetto alle proprie reali esigenze.

Mototrivelle hobbistiche

I modelli destinati all’uso hobbistico sono pensati per chi ha esigenze saltuarie: piantare qualche albero, installare una recinzione nel terreno di casa, preparare buche per pali di un pergolato. Le mototrivelle a scoppio hobbistiche si distinguono per il peso contenuto, la struttura compatta e la semplicità di utilizzo, che le rende accessibili anche a chi non ha esperienza pregressa con attrezzi motorizzati. I motori installati hanno tipicamente cilindrate ridotte e sono dimensionati per sessioni di lavoro discontinue. Sul terreno di media consistenza offrono prestazioni pienamente soddisfacenti; su quelli molto compatti o ricchi di pietre, invece, possono mostrare i propri limiti sia in termini di velocità di avanzamento sia di durata nel tempo.

Mototrivelle semi-professionali

A metà strada tra l’uso domestico e quello professionale si collocano i modelli semi-professionali, progettati per un utilizzo più frequente e su una varietà più ampia di terreni. Hanno motori più potenti, una struttura meccanica più robusta e una trasmissione dimensionata per reggere sessioni di lavoro più lunghe senza surriscaldarsi. Sono la scelta ideale per chi lavora in campagna con regolarità ma non ha bisogno della resistenza estrema di una macchina da cantiere. La durata dei componenti è nettamente superiore rispetto ai modelli hobbistici, e il divario di prezzo è generalmente giustificato dal risparmio su eventuali riparazioni nel medio-lungo periodo.

Mototrivelle professionali con invertitore

Al vertice della gamma si trovano le mototrivelle professionali con invertitore, pensate per impieghi intensivi e prolungati anche su terreni particolarmente difficili. Il tratto distintivo di questi modelli è la trasmissione reversibile: se la punta si inceppa o rimane intrappolata in un ostacolo – radice, pietra, strato molto compatto – l’operatore può invertire il senso di rotazione senza spegnere il motore, liberando la punta in modo rapido e senza forzare la struttura meccanica. Questo meccanismo riduce drasticamente il rischio di blocchi e danni alla trasmissione, ed è particolarmente apprezzato in terreni discontinui dove le sorprese sono frequenti. La struttura è spesso pensata per l’utilizzo in coppia, con due serie di maniglie che distribuiscono meglio il carico e aumentano il controllo durante la perforazione.

Motore a 2 tempi e motore a 4 tempi: differenze pratiche

La scelta tra motore a 2 tempi e motore a 4 tempi è una delle decisioni più rilevanti nell’acquisto di una mototrivella. I due tipi di propulsore hanno caratteristiche molto diverse in termini di manutenzione, consumi, prestazioni e idoneità all’uso. Capire le differenze consente di selezionare il modello più adatto alle proprie abitudini di lavoro e alla frequenza d’impiego prevista.

Il motore a 2 tempi

Il motore a 2 tempi è alimentato da una miscela di benzina e olio lubrificante, che l’operatore deve preparare rispettando le proporzioni indicate dal produttore – di solito nell’ordine del 2-4% di olio sul totale. Il vantaggio principale di questo tipo di motore è il rapporto peso-potenza favorevole: a parità di cilindrata, un 2 tempi è più leggero e più reattivo. Lo svantaggio è che consuma più carburante ed emette più fumi, e la preparazione della miscela richiede attenzione. Un rapporto sbagliato, sia in eccesso che in difetto di olio, provoca danni interni spesso irreversibili. La profondità di perforazione raggiungibile con questi modelli si aggira tipicamente intorno a 80-100 centimetri, il che li rende adatti alla grande maggioranza degli impieghi hobbistici e semi-professionali.

Il motore a 4 tempi

I modelli con motore a 4 tempi utilizzano benzina pura, con il circuito dell’olio motore separato dal carburante. Questo li rende più semplici da rifornire e più parsimoniosi nei consumi, con emissioni più contenute. Sono generalmente più silenziosi dei 2 tempi e offrono una coppia più costante ai regimi di lavoro tipici della perforazione. La profondità massima raggiungibile è significativamente superiore – si può arrivare fino a 3 metri con le configurazioni adatte, combinando aste di prolunga – il che li rende indispensabili per certi lavori in campo aperto. Le mototrivelle con motore Honda 4 tempi sono tra le più diffuse in questa categoria, grazie alla reputazione di affidabilità e alla facilità di reperire parti di ricambio. I motori a 4 tempi richiedono interventi di manutenzione più sistematici – cambio olio periodico, controllo del livello – ma garantiscono una durata superiore in condizioni di uso intensivo.

Esiste anche un filone di mototrivelle equipaggiate con motori Kawasaki, apprezzati per l’elevata affidabilità costruttiva e le prestazioni costanti anche dopo molte ore di lavoro. Questi propulsori di produzione giapponese sono spesso scelti da operatori professionali che non possono permettersi fermi macchina imprevisti durante le stagioni di maggiore attività, come le ristrutturazioni dei vigneti in primavera o le grandi piantumazioni autunnali.

Trasmissione, punte e profondità di perforazione

La qualità della trasmissione è uno degli indicatori più affidabili della robustezza di una mototrivella. I modelli di fascia medio-alta montano una scatola in fusione con ingranaggi in acciaio temperato lubrificati a bagno d’olio: questo sistema assicura una trasmissione del moto efficiente, riduce l’usura e mantiene le prestazioni costanti nel tempo. Nei modelli economici, invece, la trasmissione è spesso il punto debole: le sollecitazioni durante la perforazione di terreni duri possono deteriorare rapidamente i componenti interni, con conseguenti riparazioni costose e tempi di fermo inattesi.

Le punte di perforazione – dette anche spirali o trivelle – sono intercambiabili e si scelgono in base al diametro del foro desiderato. La gamma disponibile copre solitamente da 20 a 40 centimetri di diametro, ma esistono punte più piccole a partire da 10 cm per usi specifici come la messa a dimora di bulbi o la realizzazione di piccoli drenaggi. La qualità dell’acciaio della punta influisce direttamente sulla velocità di usura: le punte con bordo di taglio indurito lavorano meglio nei terreni abrasivi e durano significativamente di più. È fondamentale che la punta sia compatibile con l’attacco del riduttore della mototrivella: verificarlo prima dell’acquisto evita incompatibilità costose.

La profondità di perforazione dipende da più fattori: il tipo di motore, la lunghezza della punta di serie e la possibilità di aggiungere aste di prolunga. In linea generale, le mototrivelle a 2 tempi più leggere lavorano fino a circa 80-100 cm di profondità con la punta standard. I modelli a 4 tempi di gamma superiore, abbinati a prolunghe, possono raggiungere i 2-3 metri, rendendosi indispensabili per certi usi agricoli e per l’installazione di fondazioni leggere. La profondità va però valutata anche in funzione del terreno: uno strato roccioso a 50 cm interrompe la perforazione indipendentemente dalla potenza del motore disponibile.

Come scegliere la mototrivella giusta per le proprie esigenze

Prima di procedere all’acquisto, conviene rispondere ad alcune domande concrete: con quale frequenza userò la mototrivella? Su che tipo di terreno dovrò lavorare? Quanti fori mi serve realizzare in una sessione tipica? Qual è il diametro e la profondità di perforazione di cui ho bisogno? Le risposte orientano quasi automaticamente verso la categoria giusta e aiutano a evitare acquisti sbagliati.

  • Frequenza d’uso: per lavori sporadici uno o due volte l’anno basta un modello hobbistico; per usi stagionali frequenti conviene un semi-professionale o professionale.
  • Tipo di terreno: i terreni sabbiosi o di media consistenza non richiedono motori molto potenti; quelli argillosi, sassosi o molto compatti necessitano di macchine più robuste con trasmissioni rinforzate.
  • Diametro del foro: per pali da recinzione sono sufficienti 15-20 cm; per alberature è preferibile una punta da 25-30 cm; per pali da vigneto si usano tipicamente diametri da 20 cm.
  • Profondità richiesta: per recinzioni e alberature bastano 60-80 cm; per uso in edilizia leggera o per fondazioni occorrono profondità maggiori con l’aggiunta di prolunghe.
  • Peso e maneggevolezza: per chi lavora da solo su terreni in pendenza, un modello più leggero è spesso preferibile a uno più potente ma scomodo da gestire in solitaria.

Va anche considerata la disponibilità di assistenza tecnica nella propria zona. Una mototrivella con un motore di marca diffusa – per il quale esistono ricambisti locali o centri di assistenza – offre maggiore tranquillità rispetto a un modello meno noto, soprattutto in caso di guasto in piena stagione lavorativa quando ogni giorno di fermo ha un costo concreto.

Come si usa correttamente: dal posizionamento alla perforazione

Una mototrivella a scoppio offre il meglio di sé quando viene usata con la tecnica corretta. L’approccio improvvisato non è solo meno efficace: può essere pericoloso e danneggiare lo strumento in tempi brevi. La sequenza di utilizzo, una volta padroneggiate le fasi principali, diventa rapida e naturale, e il lavoro procede molto più velocemente di quanto ci si aspetti.

Prima di accendere la macchina, conviene ispezionare il terreno nel punto in cui si vuole perforare: rimuovere sassi affioranti, radici superficiali o qualsiasi ostacolo visibile che potrebbe bloccare la punta durante la discesa. Su terreni molto secchi e duri, una leggera bagnatura della superficie nelle ore precedenti facilita la perforazione e riduce l’usura della punta. Posizionare la macchina in verticale è importante: un angolo eccessivo produce fori obliqui, carica asimmetricamente la trasmissione e rende difficile l’inserimento successivo dei pali.

All’avviamento, seguire sempre la procedura indicata nel manuale: apertura del rubinetto del carburante, impostazione del dispositivo di arricchimento dell’aria per i motori freddi, avviamento tramite la cordicella di avviamento. Una volta avviato il motore, lasciarlo scaldare per qualche decina di secondi prima di iniziare la perforazione. Poi si attiva la rotazione tramite la leva di sicurezza e si accompagna la punta verso il basso con una pressione costante ma non eccessiva: è il peso della macchina e la forza del motore a fare il lavoro, non la spinta dell’operatore.

Durante la perforazione è buona norma sollevare periodicamente la punta per liberare il materiale accumulato nelle spirali. Questo passaggio – chiamato pulizia della punta – impedisce l’intasamento e mantiene la velocità di avanzamento costante. Se il motore inizia a perdere giri o la punta sembra bloccata, non forzare: sollevare, liberare il materiale, riprendere la discesa con più cautela. Sui modelli con invertitore, la marcia inversa risolve quasi sempre i blocchi senza danneggiare la trasmissione.

Sicurezza: dispositivi di protezione e comportamenti corretti

La mototrivella a scoppio è uno strumento potente e, se usato senza le dovute precauzioni, può essere pericoloso. Le macchine moderne sono dotate di diversi dispositivi di sicurezza che è importante conoscere e non bypassare mai. Il più importante è il sistema a doppia leva di controllo: il motore avvia la rotazione della punta solo quando entrambe le leve vengono tenute premute contemporaneamente. Non appena si rilascia anche solo una mano, la rotazione si interrompe istantaneamente. Questo sistema – presente su tutti i modelli di buona qualità – protegge l’operatore in caso di perdita improvvisa del controllo della macchina.

Le impugnature ergonomiche, spesso ammortizzate con materiali antivibranti, riducono la fatica durante le sessioni prolungate e migliorano la stabilità durante la perforazione. Su alcune mototrivelle professionali è previsto l’utilizzo in coppia, con due serie di maniglie posizionate per distribuire meglio il peso: in questo caso entrambi gli operatori devono coordinarsi, muoversi con sincronia e non rilasciare mai le leve di controllo senza comunicarlo all’altro.

  • Indossare sempre guanti antivibranti, occhiali protettivi e calzature con puntale rinforzato.
  • Non avvicinarsi mai alla punta in rotazione con mani, piedi o indumenti larghi e svolazzanti.
  • Non lasciare mai la macchina incustodita con il motore acceso.
  • Operare a distanza di sicurezza da terzi e non permettere a bambini di avvicinarsi durante l’uso.
  • In caso di terreni in pendenza, posizionarsi sempre a monte della macchina, mai a valle.
  • Controllare che la punta sia bloccata correttamente nel mozzo prima di avviare la rotazione.

Il rischio più sottovalutato con le mototrivelle è quello legato all’effetto di coppia inversa: quando la punta incontra un ostacolo rigido, la macchina tende a ruotare nella direzione opposta alla punta con uno scatto improvviso, che può causare distorsioni alle mani e alle braccia. Per questo motivo la presa deve essere sempre salda ma non contratta: le braccia devono poter assecondare i movimenti della macchina senza opporvi resistenza rigida.

Manutenzione ordinaria: interventi e frequenza

Una mototrivella a scoppio, come qualsiasi macchina con motore termico, richiede una manutenzione regolare per restare efficiente e durare nel tempo. I tempi e la frequenza degli interventi variano a seconda del tipo di motore e dell’intensità di utilizzo, ma alcuni controlli di base sono universali e non devono essere trascurati nemmeno da chi usa la macchina raramente.

Il filtro dell’aria va ispezionato con frequenza, soprattutto dopo sessioni di lavoro in terreni polverosi o sabbiosi. Un filtro intasato limita l’apporto di aria al motore, aumenta i consumi e provoca una combustione irregolare che nel tempo danneggia i componenti interni. Nei modelli a uso hobbistico, una pulizia ogni 10-15 ore di lavoro è sufficiente; nei modelli professionali utilizzati in modo intensivo, il controllo va fatto più spesso. La sostituzione del filtro, quando la pulizia non basta, è un’operazione semplice e dal costo molto contenuto.

Per i motori a 4 tempi, il cambio olio motore è l’intervento di manutenzione più importante: va eseguito seguendo le indicazioni del costruttore, generalmente ogni 25-50 ore di lavoro effettivo. L’olio esausto si degrada e non protegge più adeguatamente le parti interne, accelerando l’usura. Per i motori a 2 tempi, invece, la cura si concentra sul mantenimento del corretto rapporto di miscela: una miscela troppo magra, con poco olio, brucia i pistoni in tempi brevi; una troppo ricca li intasa di depositi carboniosi che riducono le prestazioni.

Altri interventi periodici da includere nel programma di manutenzione:

  • Controllo e sostituzione della candela di accensione, generalmente ogni stagione o ogni 50 ore di utilizzo.
  • Verifica della tensione e dello stato della cinghia di trasmissione, se presente nel modello adottato.
  • Lubrificazione delle parti mobili esterne, in particolare i perni delle maniglie e i meccanismi di regolazione dell’altezza.
  • Ispezione visiva della punta prima di ogni utilizzo: controllare che le spirali non siano deformate e che il bordo di taglio non presenti usura eccessiva o cricche.
  • Pulizia della macchina dopo ogni sessione di lavoro, rimuovendo terra e detriti accumulati sulla punta e sulla trasmissione.

Prima di riporre la mototrivella per il periodo invernale o per lunghe soste, è buona norma svuotare il serbatoio del carburante e avviare il motore fino a consumare il combustibile residuo nel carburatore. La benzina lasciata stagnante per mesi si deteriora e forma depositi resinosi che possono occludere il carburatore, rendendo il riavvio difficile o impossibile. Un intervento da cinque minuti che può evitare una revisione del carburatore molto più impegnativa e costosa.

Errori comuni da evitare

Anche chi ha già esperienza con attrezzi motorizzati può commettere errori nell’uso della mototrivella che riducono l’efficacia del lavoro o danneggiano la macchina prematuramente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli senza dover imparare sulla propria pelle.

Il primo errore è forzare la perforazione spingendo verso il basso con tutta la propria forza quando la punta rallenta o incontra resistenza. Questo comportamento sovraccarica la trasmissione, può bloccare la punta in modo irreversibile e rischia di danneggiare l’albero motore. Il corretto approccio è rallentare, sollevare la punta, eliminare il materiale accumulato e riprendere con calma e pressione graduale.

Un secondo errore frequente è usare una punta di diametro troppo grande rispetto alla potenza del motore. Le punte più grandi richiedono una coppia motrice proporzionalmente superiore: su un motore hobbistico di piccola cilindrata, una punta da 35-40 cm su terreno compatto è semplicemente fuori scala. Il risultato è un motore che lavora costantemente al limite, si surriscalda e si deteriora in tempi molto più brevi del normale.

Molti trascurano la verticalità della perforazione: un foro obliquo rende difficile l’inserimento di pali dritti, costringe a rifarlo e aumenta inutilmente il lavoro totale. Controllare con uno sguardo laterale l’angolazione della macchina prima di iniziare la discesa richiede pochi secondi e risparmia problemi al momento dell’installazione dei pali.

Infine, uno degli errori più costosi è conservare la macchina con benzina nel serbatoio per mesi interi senza mai avviarla. La benzina moderna, che contiene etanolo, si degrada più rapidamente di quella di un tempo e forma depositi nel carburatore in poche settimane. La soluzione è semplice: a fine stagione consumare il carburante residuo oppure svuotare il serbatoio e il carburatore prima del rimessaggio.

Approfondimenti

Scegliere la mototrivella giusta significa partire da un’analisi onesta delle proprie esigenze reali: frequenza d’uso, tipo di terreno, profondità e diametro dei fori necessari. Un modello sovradimensionato è uno spreco di denaro; uno sottodimensionato si rivela presto insufficiente e si deteriora prima del tempo. Con le informazioni giuste e una manutenzione regolare, una buona mototrivella a scoppio può durare anni di lavoro intenso, ripagarsi in poco tempo e rendere molto più produttive tutte le operazioni che richiedono perforazioni nel terreno – dal piccolo appezzamento familiare alle lavorazioni agricole su larga scala.

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