Come coltivare al meglio le piante erbacee perenni

Tra le erbacee perenni vi sono specie che possono soddisfare ogni particolare esigenza di un giardino, piccolo o grande che sia, riguardo al tipo di fiori, al tipo di foglie o altro.

I termini “perenni rustiche” e “erbacee perenni” sono medi concisi per denominare le piante erbacee perenni rustiche, piante la cui parte aerea muore ogni anno durante il periodo invernale, per poi ricrescere nel nuovo ciclo vegetativo.

I lupini, i delphinium, i phlox e i papaveri orientai sono esempi di questo tipo di piante. Altre, come le iris, i garofani da giardino e le kniphofia, sono considerate e vengono trattate dai giardinieri come piante erbacee anche se le foglie rimangono verdi e vegete durante tutto l’anno.

Alcune erbacce perenni, come l’altea, il centrznthus, il delphinium e il lino, vivono non più di quattro cinque estati. Altre piante, come lì aster, il coreopsis, 1’anthemis, danno fiori migliori se si provvede a sterrarle e a dividerle ogni due anni. Altre ancora, come la peonia, la ruta e la rosa di natale (helleborus niger), possono durare addirittura oltre la vita di un uomo.

Le erbacce perenni rustiche, molto comuni nei giardini fin dalla fine del sec. XIX, sono utilizzate soprattutto per creare ampie aiuole, le cosiddette bordure erbacee: solitamente queste piante sono poste davanti ad alte siepi accuratamente tagliate di tasso, lauroceraso, di bosso, di ligustro o di leccio, in modo da avere sullo sfondo le piante più alte e in primo piano quelle di taglia ridotta.

Per ottenere un effetto apprezzabile, una bordura di piante erbacce deve essere almeno larga m 3 e lunga 9, e quindi e difficile che possa trovare collocazione in giardini di piccole dimensioni.

In ogni caso, una bordura di sole piante erbacee ha il difetto di lasciare scoperte ampie zone di terreno nel periodo da ottobre ad aprile, quando la parte aerea delle piante scompare.

Le aiuole

Comunque, nonostante tali limiti, negli ultimi anni queste piante sono diventate molto comuni anche nei giardini di dimensioni ridotte, soprattutto perché ormai si fanno bordure miste di piante erbacee e di specie diverse – annuali, rose, biennali, bulbi e arbusti – al fine di ottenere effetti molto belli anche nel periodo invernale; inoltre si è esteso l’uso di aiuole isolate per i giardini in cui non si possono realizzare ampie bordure.

Tali aiuole, infatti, sono ideali per piante erbacee perenni di piccole o medie dimensioni, la cui disposizione dovrebbe essere la seguente: le più alte nel centro e le più basse a scalare verso i bordi.

Più che quelle circolari od ovali, per tali aiuole sono raccomandabili le forme libere (per esempio, a forma di fagiolo), mentre é meglio evitare quella a stella o a losanga, data la difficoltà di coltivare ad angolo le piante.

Naturale sviluppo delle aiuole isolate sono le mini-bordure, versioni più piccole formate con erbacee perenni basse e dalla crescita compatta. Un altro uso, oggi diffusissimo, delle piante erbacee è quello tappezzante: si scelgono piante vigorose che crescono molto larghe e basse e che, piantate molto vicino le une alle altre, creano una spessa e continua massa capace di coprire l’intera superficie.

Questo sistema e raccomandabile per coprire massicciate oppure, con piante che prediligono l’ombra, per riempire gli spazi scoperti tra gli arbusti, eventualmente intervallandole con bulbose che producono piante in armonia con le erbacee usate.

Queste piante da adulte sono anche in grado di soffocare le erbe infestanti, ma, quando sono ancora piccole, occorre procedere all’ estirpazione manuale delle infestanti (la zappa potrebbe danneggiare le radici ancora molto tenere).

Una piacevole variazione nell’utilizzo delle piante tappezzanti è data dalle aiuole a scacchi, dove solo in qualche riquadro sono collocate piante attraenti per la bellezza delle foglie o dei fiori, come bergenie e peonie.

Le erbacce perenni

Le erbacee perenni possono anche essere piantate in modo informale nei luoghi più vari: attorno alle rive di uno stagno o di un ruscello, mescolate alle piante acquatiche, sul limitare di un bosco o in una radura aperta, oppure tra le pietre dei sentieri o sui loro bordi, in ciuffi o coperture.

Le erbacee perenni possono essere raggruppate per create macchie multicolori in un prato: devono essere piante molto folte e il terreno attorno deve essere sarchiato finché non sono diventate adulte.

Se scelte opportunamente, le piante erbacee, collocate in contenitori, possono crescere anche sui balconi degli appartamenti cittadini. In tempi recenti, le piante con una chioma molto folta sono diventate sempre più apprezzate per le loro qualità strutturali e per il fatto che durano parecchio nella stagione.

Tra queste citiamo: anaphalis, artemisia, brunnera macrophylla “variegata”, eryngium, hosta, iris “variegata”, pulmonaria e sedum. Le varietà con foglie argentee, dorate o color porpora sono particolarmente apprezzate sia per i giardini, sia per le composizioni floreali.

Le capsule del papaver orientule, i fiori di achillea, anaphalis, eryngium, echinops, gypsophila, limonium e alchechengi, una volta essiccati, si possono usare come ornamento.

Combinazioni per le aiuole

La bellezza di un’aiuola dipende dalla combinazione delle piante che la compongono. Quelle che mettono foglie e fiori tardi dovrebbero sostituire i vuoti lasciati dalle piante fiorite in precedenza. I colori dovrebbero essere ben assortiti e le dimensioni ben graduate.

I colori potrebbero rispecchiare quelli dell’arcobaleno, dal violetto al verde, al giallo, al rosso. Alcune piante poi sembrano ciuffi luminosi (astilbe, gypsophila, heuchera, limonium e linaria), altre (bergenia, rheum, ligularia e rodgersia) creano variopinte macchie con le loro foglie.

Coltivare le erbe perenni

Preparazione delle aiuole

Anzitutto è fondamentale la preparazione delle aiuole per la piantagione: il momento migliore per piantare le erbacce perenni é l’inizio dell’autunno (fine settembre-primi di ottobre), quando il terreno é ancora tiepido.

Eventualmente, si possono piantare anche nella tarda primavera. Alcune settimane prima della messa a dimora, predisposto il piano per la preparazione dell’aiuola, ordinare le piante necessarie, affinché siano consegnate per la data indicata.

In settembre, fare una doppia vangatura, in modo che il terreno abbia il tempo sufficiente per assestarti, aggiungendo anche un secchio di torba o di composto organico da giardino per ogni metro quadro.

Poco prima della messa a dimora, sminuzzare le eventuali zolle e pressare con i piedi la superficie del terreno. Infine, spargere due manciate di fertilizzare chimico completo per ogni metro quadro e farlo penetrare nel terreno rastrellando.

La messa a dimora delle piante

Se le erbacee perenni sono cresciute in contenitori, possono essere piantate in qualunque stagione, eccetto ovviamente quando il terreno e gelato.

Il momento migliore, in ogni caso, è quando il tempo é umido; d’estate, finché le piante non sono definitivamente attecchite, bisogna bagnare abbondantemente. Può capitare che le piante arrivino dal vivaio in un periodo non favorevole alla loro messa a dimora. In tal caso, rimuovere le piante dai loro involucri, bagnare le radici oppure ricoprirle di torba umida, e riporle in luoghi ombreggiati e al riparo dal vento.

Proseguendo nel lavoro, segnare con un angolo della zappa le linee che serviranno da guida. Se l’aiuola o la bordura che si sta approntando è di notevoli dimensioni, e consigliabile sottolineare queste tracce con sabbia, in modo che siano phi visibili, anche in caso di pioggia.

Partendo dal centro dell’aiuola e proseguendo verso l’esterno, mettere a dimora le piante settore per settore, spaziandole uniformemente e prevedendo l’ingombro massimo della futura chioma.

Per le piante che non hanno un apparato radicale molto sviluppato, fare nel terreno delle buche circolari con un trapiantatoio. Mettere ogni piantina diritta nel centro della buca, assicurandosi che questa sia abbastanza larga e profonda da contenere senza difficoltà tutte le radici.

Ricoprire di terra, quindi fissare la piantina nella sua sede con le dita e con la parte posteriore del trapiantatoio, lasciando una cunetta di mezzo centimetro vicino al colletto della pianta, in modo da permettere all’acqua di raccogliersi li dentro.

Se é necessario scavare buche di dimensioni maggiori, usare una vanga. Dopo aver riempito le buche di terreno, ricordarsi di comprimere la terra attorno alla pianta con i piedi.

Le perenni prostrate, come l’artemisia e le omphalodes, quando sono usate come tappezzanti, devono essere piantate in gruppi di tre o quattro, con radici e gambi riuniti a formare una sola pianta.

Dopo che l’aiuola o la bordura è stata piantata, forare tutto il terreno con una forca, avendo cura di usarla solo in punta. Come trattare le erbe perenni in primavera.

Il controllo delle erbe infestanti

Il trattamento contro le male erbe deve essere iniziato non appena la pianta comincia a crescere, facendo regolari zappature oppure spruzzando il terreno con propaclor al fine di uccidere i germogli delle infestati.

Asportate le erbacce, bruciare tutte quelle che risultano resistenti ad ogni trattamento e deporre tutte le altre nel luogo dove vengono raccolti i materiali organici che si sono prodotti nel giardino.

In un piccolo appezzamento le erbe infestanti possono essere rimosse con le mani, ma in un giardino di medie dimensioni è meglio usare gli appositi attrezzi che, a seconda delle operazioni, sono il sarchietto, la zappa comune, la forca per bordure.

Il sarchietto va usato in particolare dove le piante crescono l’una molto vicina all’altra, come, per esempio, nei semenzai e nei giardini rocciosi: asportare l’erbaccia con un movimento simile a quello che si fa nel dare un colpo di scura, dirigendo il colpo verso sé stessi e stando bene attenti a non colpire la cima di qualche piantina.

Per le zappature generiche di superficie, oppure per quelle da farsi tra i filari, è preferibile usare una zappa comune, con il manico lungo tanto da non far chinare il giardiniere: muovere la zappa avanti e indietro, come per schiumare, cercando di asportare le erbe con le loro radici.

Quando si ha a che fare con erbe molto resistenti e ben radicate, usare la forca per smuoverle e, poi, le mani per asportarle. L’asportazione con la zappa della pianta coltivata si rende necessaria quando le erbe infestanti sono con essa intimamente unite: dividere la piante e poi rimetterla al suo posto non appena possibile.

La schiaritura di un’aiuola già formata

Sia all’inizio della stagione vegetativa sia nel tardo autunno, il terreno delle aiuole già formate deve essere sarchiato. Questa operazione é particolarmente importante quando il terreno é pesante o compatto per le abbondanti piogge.

Con la sarchiatura si permette all’aria e al concime di penetrare nel terreno fino alle radici delle piante e, allo stesso tempo, si portano alla luce le radici delle erbe infestanti.

Per l’operazione si può usare una forca o, meglio, un coltivatore dentato a manico lungo. La fertilizzazione delle piante: la pacciamatura consiste nell’applicare sulla superficie del terreno uno strato di materiale organico; questo conserva al suolo un giusto grado di umidità impedendone l’eccessiva traspirazione, fornisce nutrimento alle piante, via via che si decompone, e sopprime i germogli delle erbe infestanti.

La cura

I materiali più adatti per le erbacee perenni sono: composto ben stagionato di giardino, foglie decomposte, torba o stallatico. La pacciamatura deve essere effettuata alla fine di marzo o in aprile, dopo la eliminazione delle erbe infestanti, ma prima che la crescita delle piante sia troppo avanzata.

Annaffiatura e fertilizzanti

Se il tempo e secco, prima della pacciamatura bagnare abbondantemente. Spargere uno strato di materiale organico alto cm 5-7 sul terreno sovrastante le radici delle piante e livellarlo con un rastrello. L’ideale sarebbe coprire l’intera superficie dell’aiuola o bordura, ma, se il concime non è sufficiente, è meglio formare uno strato spesso attorno alle piante che uno sottile dappertutto.

In certi casi, la salute della pianta può essere conservata, e perfino migliorata, e la crescita incoraggiata somministrando un fertilizzante bilanciato. Per questo tipo di pianta sono comunque sempre consigliabili fertilizzanti organici, in quanto liberano il nutrimento lentamente.

All’inizio della primavera, e prima di passare alla concimazione, spargere un fertilizzante organico come cornunghia in misura di g 120 per metro quadro. Alternativamente usare anche un fertilizzante generico completo, nella misura di g 60-90 per metro quadro.

Da maggio a luglio le piante traggono maggior giovamento se si spruzza sulle foglie, ogni tre o quattro settimane, concime liquido, ad azione rapida. Se il terreno è stato concimato con gli accorgimenti suggeriti, le innaffiature non sono indispensabili, salvo che non si abbia un periodo prolungato di siccità.

In ogni caso, è meglio innaffiare nel tardo pomeriggio o alle prime ombre della sera, onde impedire un’evaporazione eccessiva dovuta ai raggi del sole, che causerebbe danni alle piantine. Se si tratta di terreni pesanti, che diventano compatti dopo abbondanti piogge, prima di innaffiare sarchiarne la superficie.

Come sorreggere le erbacce

Le piante erbacee perenni che presentano una struttura particolarmente debole, oppure che portano cime molto pesanti nel periodo della fioritura, hanno bisogno di supporti (canne di bambù, fili ferro zincato,reti o bastoncini).

I tutori devono essere messi in aprile, prima che lo sviluppo delle piante sia troppo avanzato. Tutte le piante, sia quelle singole sia quelle a gruppi, possono essere serrette da bastoncini come si usa per i piselli; ma per quelle che crescono molto alte, è meglio usare canne o gabbie metalliche.

Siccome i supporti devono essere sufficientemente alti da arrivare poco sotto l’inizio dei fiori, occorre conoscere a priori l’altezza che la pianta raggiungerà. Le piante sostenute da bastoncini o da reti di filo di ferro non hanno bisogno di essere legate ai loro tutori, mentre quelle sostenute da canne devono essere legate a queste con robusta rafia, con spago o con un qualsiasi legaccio morbido. Si possono utilizzare anche fili plasticati.

Le gabbie metalliche

Le piante che crescono eccezionalmente alte (cm 150-180), come filipendula, alcune varietà di heliopsis, polygonum, rudbeckia c delphinium, possono essere sostenute con gabbie metalliche cilindriche, a cui non occorre legare le piante.

Per costruire queste gabbie, con una rete di filo di ferro zincato con una luce di maglia di cm 20 circa (si può anche usare filo ricoperto di plastica), formate un cilindro sufficientemente ampio da contenere l’intero gruppo di piante che si vuole sostenere. Una volta collocata la gabbia cilindrica, infilare nel terreno all’interno tre canne di bambù a intervalli regolari e legarle alla rete in basso, a metà e in cima.

Se le piante crescono ancora più alte di questa prima gabbia, sovrapporne un’altra, facendo combaciare la prima fila di maglie di questa con l’ultima fila del cilindro già in loco e quindi legandole strette.

I sostegni di bambù

Un sostegno di bambù va bene per le piante che crescono più di cm 60 e fino a 120-150, per esempio i delphinium, i malvoni e il thalietrum.

Se le piante hanno un unico stelo, infiggere una canna di bambù nel terreno in modo che stia ben ferma e legarvi lo stelo con rafia, anelli di filo metallico o altri legacci adatti allo scopo.

Quando gli steli crescono, fare ulteriori legature intervallate di cm 15-25. Se le piante crescono in gruppo, inserire nel terreno attorno tre canne di bambù a uguale distanza l’una dall’altra.

Queste devono essere molto vicine alla pianta e leggermente piegate verso l’esterno. A cm 15-20 dal livello del terreno, legare uno spago attorno alla prima canna, poi farlo passare attorno alle altre due.

Infine, tendere molto bene il filo e fermarlo legandolo saldamente attorno alle canne. Via via che la pianta continua nella crescita, fare altre legature come quella descritta, mantenendo distanze di cm 25.

Le ramaglie

Le piante che hanno un fusto particolarmente debole e crescono più di cm 60 oppure tutte quelle che possono essere danneggiate dai venti é consigliabile siano sostenute mediante il tipo di rami che di solito servono per i piselli rampicati.

Le ramaglie per piselli sono il prodotto della cimatura di alberi di piccole dimensioni o del taglio di siepi. Quasi tutti gli alberi o gli arbusti in particolare il nocciuolo, l’olmo, il castagno, la quercia e l’acero forniscono sostegni molto funzionali per questo scopo.

Prima di fissare al suolo questi sostegni, bisogna accertarsi che il terreno sia soffice e permeabile. Infatti, sforzate i bastoni potrebbe romperli. Fissante due o tre il più vicino possibile al centro della piantina e premerli nel terreno più che si può in modo che risultino stabili.

Per un gruppo di piante che crescono insieme due o tre rami sono solitamente sufficienti, ma se si prevede che quel particolare tipo di pianta tenda ad aprirsi dopo abbondanti piogge oppure durante forti venti, fissare rami anche in zone più esterne rispetto alla pianta, al fine di create ulteriori sostegni.

All’altezza di quella che sarà l’ eventuale attaccatura del fiore, rompere le cime dei bastoni, piegarle verso l’interno e intrecciarle in mode da create una specie di tettoia che tenga ferma tutta l’impalcatura di sostegno.

Le cure di fine stagione

La rimozione dei fiori appassiti e degli steli

Quando i fiori sono appassiti, rimuovere le cime morte e i loro steli. La rimozione dei fiori appassiti previene la formazione dei semi, che potrebbe pregiudicare lo sviluppo futuro della pianta sottraendole energia che dovrebbe invece servire alla produzione di altri fiori.

Infatti, la rimozione degli steli floreali appassiti in quelle erbacee perenni che hanno una fioritura precoce come delphinium, lupino e viola spesso incoraggia una seconda fioritura.

Le piante, la cui fioritura avviene su steli singoli privi di foglie, come per esempio la kniphofia, devono essere tagliate il più possibile vicino alla base delle stelo. Quando invece sotto i fiori lo stelo porta anche delle foglie, è necessario procedere al taglio dello stelo appena al di sotto della foglia superiore.

Dalla metà dell’estate in poi, asportare solo le cime appassite che creano disordine, ricordando che le estremità appassite di alcune piante, come per esempio quelle dell’achillea e del sedum, sono molto attraenti in autunno ed in inverno.

L’uso di erbicidi sistemici per aiuole perenni

Le erbacee perenni con un apparato radicale molto profondo possono essere trattate con erbicidi sistemici prima dell’impianto delle aiuole.

In un’aiuola già formata, invece, e difficile spruzzare prodotti chimici senza rischiare di distruggere anche le piante da coltivare. In questi casi, trattare singolarmente le erbe infestati con un diserbante selettivo adatto oppure immergere gli apici in un recipiente contenente il diserbante, in modo che il prod0tto chimico sia assorbito per via linfatica. Anche nelle bordure e necessario usare le stesse precauzioni, per evitare che il diserbante possa danneggiare anche le piante coltivate.

Il taglio delle piante dopo la fioritura

In generale, se si esclude la rimozione delle cime deperite o essiccate, solo raramente è necessario procedere a vere e proprie potature bisogna solo tagliare o strappare le foglie accartocciate o morte, dal momento che possono essere ricettacolo di malattie.

Alcune piante, che producono fiori a profusione, come anthemis e gaillardia, crescono poco o niente affatto: perché abbiano un aspetto ordinato, devono essere tagliare abbondantemente a livello del terreno appena dopo che la fioritura è terminata.

Certe piante tappezzanti usate anche per bordure, come yartemisia, hanno una crescita disordinata dopo la fioritura, che avviene agli inizi dell’estate: devono essere tagliate appena sopra il livello del terreno, per facilitate una crescita sana e qualche volta anche una seconda fioritura.

Il taglio delle piante prima dell’inverno

Le aiuole di erbacee perenni devono essere ripulite prima che il freddo autunnale blocchi la crescita. Prima di tutto, continuare ad asportare le cime morte, se é necessario, e tagliare, con le cesoie, gli steli fiorali appassiti ed essiccati.

Poi, dividere e ripiantare tutte le piante cresciute eccessivamente e, usando la forca, smuovere il terreno posto al di sopra di esse. Infine, somministrare cornunghia nella misura di due manciate per metro quadro e rastrellare per far penetrare nel terreno la sostanza.

Se la pianta ha bisogno di protezione durante la stagione invernale, coprire gli steli con le sue stesse parti tagliate e con uno strato alto cm 5-7 di foglie decomposte. In marzo, quando la nuova crescita avrà inizio, la copertura protettiva sarà marcita.