Affettatrici Professionali CE: Caratteristiche, Scelta e Uso

Tagliare cinquanta chili di prosciutto cotto in un’ora, mantenendo uno spessore costante al millimetro su ogni singola fetta: è questo il tipo di prestazione che ci si aspetta da una affettatrice CE professionale elettrica. Non si tratta di una versione semplicemente ingrandita degli apparecchi domestici, ma di macchine concepite per reggere carichi di lavoro intensivi e continuativi, rispettare le normative igienico-sanitarie del settore alimentare e garantire risultati omogenei anche dopo ore di utilizzo ininterrotto.

Chi lavora in una macelleria, in un ristorante con cucina attiva, in una gastronomia di quartiere o in un albergo con ristorazione interna conosce bene la differenza tra una macchina che regge e una che cede. Scegliere l’attrezzatura sbagliata significa ritrovarsi con fette irregolari, surriscaldamento del motore, difficoltà nella pulizia o, nel peggiore dei casi, fermi macchina in piena operatività. Per questo vale la pena approfondire cosa distingue concretamente questi strumenti, come si scelgono e come si usano nel modo corretto. Una panoramica completa sulle affettatrici professionali parte sempre dai requisiti tecnici che le rendono idonee all’uso intensivo.

Cosa significa “certificazione CE professionale”

La marcatura CE non è un semplice bollino commerciale: attesta che il prodotto soddisfa i requisiti essenziali di sicurezza stabiliti dalle direttive europee applicabili, tra cui la Direttiva Macchine 2006/42/CE e le norme specifiche per le attrezzature a contatto con gli alimenti. Quando si parla di affettatrici CE professionali, la certificazione include non solo la sicurezza elettrica e meccanica, ma anche la conformità delle superfici a contatto con il cibo, che devono essere non assorbenti, non porosi e resistenti alla corrosione.

La distinzione tra un’affettatrice per uso domestico e una professionale non riguarda solo la potenza nominale del motore. Le macchine professionali sono progettate per cicli di lavoro più lunghi, con materiali che tollerano lavaggi frequenti con detergenti alimentari e sanificanti, componenti sostituibili in autonomia e una struttura complessiva pensata per durare anni in ambienti di lavoro esigenti. Questa differenza si riflette anche nel prezzo: le affettatrici CE professionali elettriche si posizionano in una fascia alta del mercato, ma il ritorno sull’investimento si misura in anni di utilizzo senza guasti e in minori costi di manutenzione straordinaria.

I settori di impiego e le esigenze operative

Le affettatrici CE professionali trovano il loro ambiente naturale in un insieme di contesti ben precisi. Macellerie e salumerie sono tra i principali utilizzatori: qui la macchina lavora per ore consecutive, alternando salumi a taglio fine, carni cotte e formaggi a pasta dura. Anche i ristoranti con cucina che prepara antipasti o piatti a base di affettati si affidano a queste macchine, così come gli alberghi con ristorante o buffet, dove la necessità di preparare grandi quantità in poco tempo è una costante del servizio.

Un aspetto spesso sottovalutato è la frequenza di utilizzo giornaliera. Un’affettatrice domestica è progettata per pochi minuti di funzionamento al giorno, con pause lunghe tra un utilizzo e l’altro. Un’affettatrice professionale, invece, può restare in funzione per sessioni continuate di trenta, sessanta minuti o più, con il motore che deve dissipare calore in modo efficiente senza degradare le prestazioni. È questo il banco di prova reale che separa le macchine progettate per l’intensità professionale da quelle pensate per l’uso saltuario.

  • Macellerie e salumerie con banco servito
  • Ristoranti, trattorie e cucine con preparazione antipasti
  • Alberghi e strutture ricettive con servizio di ristorazione
  • Gastronomie e negozi di alimentari con reparto carni e formaggi
  • Mense aziendali e scolastiche con grandi volumi da preparare

Tipologie di affettatrici professionali elettriche

Affettatrici a gravità

Le affettatrici a gravità sono il modello più diffuso nel settore professionale. In questo sistema, il piano portavivande è inclinato di circa 45 gradi rispetto alla verticale: il peso dell’alimento esercita naturalmente una leggera pressione verso la lama durante il taglio, facilitando lo scorrimento e riducendo lo sforzo fisico dell’operatore. Questo tipo di macchina è particolarmente adatto per salumi interi, pezzi di carne cotta e formaggi semiduri, dove la consistenza dell’alimento si presta bene all’azione combinata della gravità e del movimento alternato del carrello.

Il design a gravità favorisce anche la raccolta delle fette: queste scivolano in modo ordinato sul vassoio ricevente, riducendo il rischio di accumuli disordinati o di rottura delle fette sottili. Per chi lavora da solo al banco, questo aspetto non è secondario: meno intervento manuale nella raccolta del prodotto significa più attenzione alla sicurezza e alla qualità del taglio.

Affettatrici verticali

Le affettatrici verticali, meno comuni ma molto apprezzate in contesti specifici, presentano il piano portavivande in posizione verticale o quasi. Questo design le rende particolarmente efficaci per il taglio di prodotti che richiedono una guida più precisa, come i formaggi a pasta molle o i salumi di forma irregolare. Occupano generalmente meno spazio in larghezza rispetto ai modelli a gravità, il che le rende interessanti per ambienti dove la superficie del bancone di lavoro è limitata.

La lama: il componente che definisce la qualità del taglio

La lama è, senza alcun dubbio, il componente che determina la qualità del taglio e, in larga misura, la longevità della macchina. Le affettatrici CE professionali elettriche montano lame con diametri compresi tra 22 e 30 centimetri: la scelta del diametro dipende dal tipo di alimenti da affettare e dalla dimensione media dei pezzi lavorati. Una lama da 30 cm permette di affettare comodamente anche salumi di grande diametro, come certi tipi di mortadella o le coppe intere, senza dover ridurre il pezzo prima del taglio.

Acciaio cromato con solchi

Il materiale più tradizionale per le lame delle affettatrici professionali è l’acciaio cromato con solchi. I solchi sulla superficie della lama hanno una funzione precisa: riducono la superficie di contatto tra il metallo e l’alimento durante il taglio, limitando l’attrito e migliorando la resa su prodotti umidi come carni o insaccati freschi. L’acciaio cromato offre una buona resistenza alla corrosione se la macchina è usata e pulita correttamente, ma richiede attenzione nella manutenzione per evitare che l’umidità prolungata inneschi processi ossidativi nei micrograffi che si formano con l’uso.

Acciaio inossidabile INOX

Le lame in acciaio inossidabile INOX rappresentano il riferimento per le macchine di fascia alta nel segmento professionale. L’INOX garantisce una resistenza alla corrosione notevolmente superiore rispetto all’acciaio cromato convenzionale, anche in condizioni di utilizzo intensivo con prodotti umidi e lavaggi frequenti. Queste lame mantengono il filo più a lungo e non richiedono la stessa attenzione nella fase di asciugatura post-lavaggio. Il costo aggiuntivo rispetto alle lame in acciaio cromato è ampiamente giustificato in contesti di utilizzo quotidiano e prolungato, dove la resistenza all’ossidazione nel lungo periodo fa concretamente la differenza.

Potenza del motore e sistema di trasmissione

Le affettatrici CE professionali elettriche si collocano generalmente in una fascia di potenza compresa tra 160 e 220 watt. Questi valori possono sembrare modesti confrontati con altri elettrodomestici professionali, ma la potenza di un’affettatrice non va letta in isolamento: ciò che conta è come quella potenza viene trasferita alla lama e mantenuta costante nel tempo, anche sotto carico prolungato.

Trasmissione a cinghia

Il sistema di trasmissione più diffuso nelle affettatrici di fascia media è la trasmissione a cinghia. In questo schema, il motore è collegato alla lama tramite una cinghia dentata o trapezoidale che assorbe parte delle vibrazioni e consente un funzionamento più silenzioso. La cinghia funge anche da elemento di sicurezza passivo: in caso di sovraccarico improvviso, può slittare prima che il motore subisca danni. Il lato negativo è che la cinghia è un componente soggetto a usura progressiva che richiede sostituzione periodica e introduce una perdita di efficienza nella trasmissione della coppia.

Trasmissione diretta a ingranaggi

La trasmissione diretta a ingranaggi elimina l’intermediario della cinghia: il motore trasferisce la coppia alla lama attraverso un sistema di ingranaggi metallici. Questo schema consente di sfruttare quasi interamente la potenza del motore senza perdite di trasmissione, con il risultato che a parità di potenza nominale una macchina con trasmissione diretta sviluppa una coppia effettiva sensibilmente superiore rispetto a un’equivalente con cinghia. Nella pratica, questo si traduce in un taglio più uniforme su prodotti duri come certi formaggi stagionati e in una maggiore capacità di mantenere velocità costante durante sessioni lunghe.

Gli ingranaggi richiedono lubrificazione e ispezione periodica, ma la loro durata è in genere superiore a quella di una cinghia. Per chi utilizza la macchina quotidianamente su prodotti di varia consistenza, la trasmissione diretta è una caratteristica da valutare con attenzione nella fase di scelta.

La struttura: alluminio pressofuso e alluminio anodizzato

Il corpo di un’affettatrice professionale deve soddisfare requisiti a prima vista contrastanti: essere abbastanza leggero da non appesantire inutilmente il bancone di lavoro, ma abbastanza robusto da reggere le sollecitazioni meccaniche del taglio; essere liscio e privo di angoli ciechi per facilitare la pulizia, ma abbastanza rigido da mantenere l’allineamento della lama nel tempo. L’alluminio, nelle sue diverse varianti di lavorazione, è il materiale che risponde meglio a questi requisiti nelle macchine di livello professionale.

Alluminio pressofuso

L’alluminio pressofuso – ottenuto iniettando lega di alluminio fusa in uno stampo ad alta pressione – è la soluzione più comune nelle affettatrici professionali di buon livello. Permette di ottenere forme complesse con pareti relativamente sottili, buona precisione dimensionale e superficie compatta. Le parti a contatto con gli alimenti realizzate in alluminio pressofuso sono facili da pulire e non assorbono odori o residui. La resistenza alla corrosione è buona, purché l’anodizzazione superficiale o la verniciatura a polvere siano realizzate a regola d’arte e non vengano danneggiate da urti o dall’uso di utensili abrasivi durante la pulizia.

Alluminio anodizzato

L’alluminio anodizzato rappresenta il passo successivo in termini di qualità costruttiva. L’anodizzazione è un trattamento elettrochimico che ispessisce lo strato di ossido naturalmente presente sulla superficie dell’alluminio, trasformandolo in uno strato duro, compatto e fortemente aderente al metallo sottostante. Il risultato è una superficie significativamente più resistente all’abrasione e alla corrosione rispetto all’alluminio grezzo o semplicemente verniciato. In un’affettatrice che viene lavata quotidianamente con detergenti alcalini e che è esposta a umidità e a prodotti acidi come certi formaggi stagionati, questa durabilità si traduce in anni aggiuntivi di vita utile senza deterioramento estetico o strutturale.

Criteri pratici per scegliere l’affettatrice giusta

Orientarsi tra le affettatrici CE professionali disponibili sul mercato non è difficile se si parte dalle proprie esigenze operative reali, piuttosto che dalla lista delle specifiche tecniche. Il punto di partenza è sempre la frequenza e la durata media delle sessioni di utilizzo: un locale che affetta salumi solo durante il servizio pranzo ha esigenze molto diverse da una macelleria che lavora il prodotto per sei, otto ore al giorno con scarse pause.

Il secondo parametro riguarda i tipi di alimenti lavorati con più frequenza. Le macchine con lame di diametro maggiore e trasmissione diretta sono più indicate per prodotti duri e di grande formato; quelle con lame medie e trasmissione a cinghia coprono bene l’uso generalista su salumi, carni cotte e formaggi semiduri. Infine, lo spazio disponibile sul banco di lavoro è un vincolo da non ignorare: le affettatrici professionali hanno ingombri significativi, e vanno posizionate in modo da consentire sia il lavoro ergonomico dell’operatore sia la pulizia agevole di tutte le superfici.

  • Volume giornaliero: quantità di prodotto affettato ogni giorno
  • Durata delle sessioni: uso intermittente o continuativo per ore
  • Tipologia di prodotti: salumi morbidi, carni cotte, formaggi duri, verdure
  • Diametro della lama: da 22 cm per prodotti standard a 30 cm per formati grandi
  • Tipo di trasmissione: cinghia per uso generalista, diretta a ingranaggi per carichi intensivi
  • Materiale della struttura: pressofuso o anodizzato in base alla frequenza di lavaggio
  • Facilità di smontaggio: componenti accessibili per la pulizia quotidiana senza attrezzi

Come usare correttamente un’affettatrice professionale

Anche la migliore affettatrice professionale del mercato rende solo una frazione del suo potenziale se viene utilizzata in modo scorretto. Prima di tutto, la macchina deve essere posizionata su una superficie piana e stabile, con i piedini antiscivolo che aderiscono completamente al piano di lavoro. Qualsiasi vibrazione trasmessa durante il taglio si amplifica su un piano instabile, con conseguenze sulla qualità della fetta e sull’usura accelerata dei componenti meccanici.

La regolazione dello spessore di taglio va effettuata sempre a macchina ferma, prima di avviarla. Modificare lo spessore con la lama in rotazione è controproducente per la qualità del taglio, perché la resistenza del materiale rende imprecisa la regolazione, e aumenta inutilmente il rischio di incidenti. La corsa del carrello deve essere fluida e costante: né troppo lenta, il che causa strappi nella fetta, né troppo veloce, il che compromette la pulizia del taglio su prodotti morbidi.

Per i prodotti di lunghezza superiore alla corsa del carrello, è necessario girare il pezzo e completare il taglio dall’altro lato: non si deve mai forzare la corsa oltre il limite meccanico della macchina. I formaggi a pasta dura richiedono un passaggio più lento rispetto ai salumi cotti; le verdure come le zucchine o i finocchi vanno affettate con la lama ben affilata e a velocità regolare per evitare che i pezzi si sbriciolino o si incastrino nel meccanismo del carrello.

Pulizia e manutenzione: routine quotidiana e interventi periodici

Pulizia dopo ogni sessione di lavoro

La pulizia di un’affettatrice professionale non è un optional: è un obbligo igienico-sanitario con ricadute dirette sulla sicurezza alimentare. Dopo ogni sessione di utilizzo, la macchina va spenta, scollegata dalla rete elettrica e smontata nei componenti rimovibili: il vassoio portavivande, il pressavivande e il coperchio della lama. Questi elementi si lavano separatamente con acqua calda e detergente idoneo per uso alimentare, si risciacquano abbondantemente e si asciugano prima della rimontaggio.

La lama va pulita con la massima cautela, usando spazzole o spugne morbide dedicate: mai pagliette metalliche, che graffierebbero la superficie e creerebbero microfessure dove i residui alimentari si accumulano e favoriscono la proliferazione batterica. L’area attorno alla lama fissa – la cosiddetta ghiera o corona – richiede attenzione particolare perché tende a trattenere frammenti di alimento difficili da raggiungere con strumenti comuni. Alcuni modelli professionali prevedono lo smontaggio della lama per una pulizia completa: in questo caso si seguono rigorosamente le istruzioni del produttore, proteggendo sempre le mani con guanti antitaglio appositi.

Affilatura della lama e manutenzione periodica

Una lama non affilata è contemporaneamente meno efficiente e più pericolosa: costringe a esercitare più pressione sull’alimento, aumenta il rischio di strappi e slittamenti, e sottopone il motore a uno sforzo maggiore del necessario. La frequenza di affilatura dipende dall’intensità di utilizzo e dal tipo di prodotti lavorati: i formaggi duri e le carni con presenza di piccole cartilagini usurano la lama molto più rapidamente dei salumi morbidi.

Molte affettatrici professionali sono dotate di un affilatoio integrato, accessibile dall’esterno senza smontare la macchina, che consente una manutenzione rapida del filo senza richiedere interventi tecnici specializzati. Questa affilatura regolare non sostituisce però la revisione periodica dell’intera macchina: cuscinetti, guide del carrello, guarnizioni e sistema di trasmissione vanno ispezionati con cadenza almeno annuale, o semestrale in caso di utilizzo molto intensivo. Tenere un registro scritto degli interventi di manutenzione è una buona pratica anche dal punto di vista delle ispezioni igienico-sanitarie.

Sicurezza nell’uso delle affettatrici professionali

Le affettatrici professionali figurano tra le attrezzature da cucina che causano il maggior numero di infortuni nel settore della ristorazione e della distribuzione alimentare. La lama esposta, la velocità di rotazione e la necessità di avvicinare le mani all’area di taglio durante l’utilizzo rendono indispensabile un approccio rigoroso e sistematico alla sicurezza operativa.

Il primo livello di protezione è strutturale: tutte le affettatrici CE professionali devono essere dotate di protezioni della lama che si attivano quando il piano di taglio è a zero o quando la macchina è ferma. Queste protezioni non vanno mai rimosse o bypassate per nessun motivo, neppure per accelerare la pulizia. Durante il funzionamento, l’operatore deve usare il pressavivande per spingere l’alimento verso la lama negli ultimi centimetri del pezzo: avvicinare le dita alla lama quando il pezzo è quasi finito è la causa più frequente di lacerazioni gravi nei contesti professionali.

  • Usare sempre il pressavivande, non le dita, per guidare i pezzi piccoli
  • Non lasciare mai la macchina incustodita con la lama in rotazione
  • Spegnere e scollegare sempre prima della pulizia e di qualsiasi intervento
  • Non usare la macchina con componenti di protezione mancanti o danneggiati
  • Formare adeguatamente ogni operatore che utilizza la macchina, senza eccezioni

Le norme HACCP vigenti in Italia e nell’Unione Europea prevedono che le attrezzature a contatto con gli alimenti siano certificate, pulite secondo protocolli documentati e sottoposte a manutenzione tracciabile. In un contesto professionale, tenere un registro delle pulizie e degli interventi di manutenzione non è solo una buona pratica: può essere richiesto in sede di ispezione sanitaria e costituisce un elemento di tutela per il titolare dell’attività.

Errori comuni da evitare nella scelta e nell’uso

Il primo errore di chi acquista un’affettatrice per uso professionale è sottodimensionare la macchina rispetto alle reali esigenze operative. Acquistare un modello di fascia bassa con l’intenzione di rivalutare in seguito porta quasi sempre a sostituirlo nel giro di uno o due anni, con un costo totale superiore a quello che si sarebbe sostenuto scegliendo fin dall’inizio il modello adeguato. Il budget per un’affettatrice professionale va visto come un investimento a medio-lungo termine, non come una spesa corrente da minimizzare.

Un secondo errore frequente riguarda la manutenzione: trascurare l’affilatura della lama e la lubrificazione delle guide porta a un degrado progressivo delle prestazioni che viene spesso attribuito a difetti della macchina, mentre è solo il risultato di una manutenzione insufficiente. Altrettanto comune è l’abitudine di lasciare la macchina parzialmente smontata tra una sessione di lavoro e l’altra: i componenti esposti accumulano residui, aumentano il rischio di contaminazione crociata e si deteriorano più rapidamente del necessario.

Un terzo errore riguarda la gestione del calore: far funzionare la macchina in modo continuativo senza rispettare i cicli di riposo previsti dal produttore può surriscaldare il motore. Anche le macchine progettate per uso intensivo hanno un ciclo di lavoro massimo raccomandato, di solito espresso come percentuale del tempo di funzionamento sull’ora totale. Superarlo sistematicamente riduce la vita utile del motore in modo significativo e può causare guasti improvvisi nei momenti meno opportuni.

Infine, un errore meno ovvio ma con implicazioni serie: usare la stessa macchina senza sanificazione intermedia per categorie di alimenti molto diverse – passare direttamente dalla carne cruda ai formaggi, per esempio – è una violazione delle norme HACCP e un rischio reale per la sicurezza alimentare dei clienti. Alcune strutture adottano la soluzione di dedicare macchine diverse a categorie di alimenti separate, ma dove questo non è possibile, il protocollo di sanificazione tra una tipologia e l’altra è obbligatorio e non negoziabile.

Scegliere un’affettatrice CE professionale elettrica significa investire in uno strumento che, se selezionato con attenzione e mantenuto correttamente, può lavorare a fianco di un’attività per un decennio o più. I parametri tecnici – diametro della lama, tipo di trasmissione, materiale della struttura – non sono numeri astratti da confrontare su un foglio: corrispondono a differenze reali nelle prestazioni quotidiane, nella resistenza all’usura e nella semplicità delle operazioni di pulizia. Un approccio informato alla scelta, combinato con una cultura della manutenzione regolare e con il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza, è la migliore garanzia per ottenere il massimo da queste macchine nel tempo e per tutelare sia gli operatori sia i clienti finali.

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